Si ha la sensazione, a volte, che praticare la letteratura nella Babele globale del tempo di oggi sia un po’ come tentare di comunicare, appena bisbigliando, con l’universo intero che grida; come inseguire, camminando, l’umanità che ti corre veloce davanti. |
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Per chi la frequenta, in particolar modo come autore, la poesia (sia quella - si passi il termine - pura della scrittura in versi, che quella racchiusa in tanta narrativa contemporanea) sembra rappresentare, nel presente più che nel passato, un (probabilmente “il”) tentativo irrinunciabile e quasi ancestrale di far combaciare, o almeno di avvicinare il più possibile, le due anime dell’odierno vivere umano di cui si è trattato appena in precedenza. Chi è vicino alla poesia (autori, ma anche lettori) sembra oggi cercare - addentrandosi con il pensiero fin nel più profondo della sostanza delle parole - una via per testimoniare, con la forza di una sola e flebile voce tra innumerevoli altre e potenti, che la vita può essere, sì, vissuta appieno, osservata e colta in tutte le sue manifestazioni straordinarie ed esaltanti, ma necessariamente anche - sperimentando una dimensione marginale e in qualche modo disperata - in tutte le sue miserevoli, intime e apparentemente trascurabili rivelazioni. La vita, tutta la vita, sembrano suggerirci i poeti di oggi più di quelli di ieri, è poesia e fonte stessa di poesia. |
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Si è detto via. Forse sì; forse si tratta della ricerca di una via o della necessità di tracciare un percorso dentro ed oltre noi stessi… Potremmo anche affermare che si sta disquisendo intorno ad una delle tante componenti di una comunicazione moderna e totale (la poesia è anche semplice comunicazione ?) che aspirano a divenire “traiettoria” da disegnare a congiunzione ideale tra tutti gli uomini… Un cammino di purificazione e rigenerazione da compiere tra l’indifferenza dei più e in una selva di domande che non hanno e non avranno risposta alcuna ? Un itinerario, ancora, che si intraprende senza conoscere la meta ultima ? |
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Itaca, è noto, è il “sinonimo letterario” per eccellenza di parole come casa e ritorno; è, forse più di altre, l’espressione che meglio raffigura, sempre in letteratura, l’immagine del viaggio verso il più desiderato dei ritorni. ARCIPELAGO itaca nasce con l’obiettivo appena indicato ed assecondando l’istinto ed il gusto, nell’individuare le testimonianze di vita poetica da presentare, dell’ideatore e curatore del progetto. Che “corpo” prenderà, in futuro, ARCIPELAGO itaca non può in alcun modo essere ora ipotizzato. Il suo futuro, nonché l’istinto ed il gusto nell’individuare gli autori e gli interventi da ospitare al proprio interno, dipenderà sì dall’ideatore e curatore, ma anche - e soprattutto - dai collaboratori che nel tempo, si auspica, si uniranno al progetto. |
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La struttura portante di ARCIPELAGO itaca - che alcuni potrebbero definire, per la sua forma, un “e-magazine”, ma che è, in buona sostanza, una semplice antologia ragionata di autori di poesia e di narrativa - è oggi quella che offre la presentazione di un poeta scomparso insieme alla presentazione di tre poeti ed un narratore contemporanei e viventi (questi ultimi con anche la presenza, là dove possibile, di materiale inedito). |
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